Categorie
Notizie

CARTA MISSIONARIA

GO! – FRANCISCAN YOUTH MEETING VIII Centenario del Transito di san Francesco

Noi giovani, giunti ad Assisi da ogni parte d’Europa e del mondo in occasione dell’ottavo centenario del transito di san Francesco, riconosciamo in lui una figura vicina prima di tutto nella sua umanità, e solo poi nella sua santità: una figura capace di interpretare un modo diverso di stare al mondo. Attraverso Francesco comprendiamo che la santità non appartiene a persone irraggiungibili o a modelli difficili da seguire, ma può germogliare proprio dalla nostra umanità, con i suoi dubbi, le sue contraddizioni e il desiderio di mettersi ogni giorno in cammino.

1. Riconosciamo di abitare in un tempo complesso. In un mondo che parla continuamente, vogliamo ascoltare il cuore dell’altro prima di rispondere. Scegliamo il silenzio: non quello di chi si chiude, ma quello di chi ascolta. Crediamo che ogni persona abbia il diritto di sentirsi a casa; per questo vogliamo essere donne e uomini capaci di creare luoghi in cui nessuno si senta straniero, escluso o giudicato.

2. Ci riconosciamo chiamati a vivere nella comunione. Abitare le nostre periferie in compagnia degli altri ci aiuta a superare le paure che ci isolano nella solitudine, permettendoci di allargare lo sguardo alla verità tutta intera.

3. Riconosciamo di abitare il creato come casa comune. Vogliamo prenderci cura di noi stessi come misura dell’amore per gli altri e per il pianeta, agendo con gesti concreti e semplici: la riduzione del superfluo, l’informazione consapevole e la condivisione dei beni. Il nostro impegno personale è rivolto a chi ci sta vicino e alle generazioni future, che riconosciamo nei bambini appena nati.

4. Scegliamo di amare coltivando una disobbedienza creativa, avendo il coraggio di seguire ciò che riconosciamo vero, anche quando significa uscire da percorsi già tracciati o dai filtri che la società ci impone e con i quali rischiamo di ingabbiarci. Scegliamo di amare attraverso uno sguardo nuovo, guardando noi stessi e gli altri con occhi diversi, cercando il colore della vita anche nei fallimenti e ricordandoci che il nostro valore coincide con ciò che possiamo donare, a prescindere dai limiti che abbiamo e sentiamo. Ci impegniamo ad amare scegliendo l’essenziale, spogliandoci di ciò che ci appesantisce per scoprire che è proprio il poco a rendere più autentiche le relazioni.

5. Scegliamo di abbandonare la competizione per costruire relazioni fondate sulla fraternità e sulla verità, impegnandoci anche in un uso più consapevole e sostenibile degli strumenti digitali e della tecnologia.

6. Riconosciamo la bellezza come un valore: l’arte che abbiamo contemplato in questa città ci chiama a riparare i cuori, le relazioni, la solitudine degli ultimi e l’indifferenza attraverso la carità di Cristo. Ci riconosciamo chiamati a ricondurre ogni cosa all’unità dell’amore e a essere testimoni del Risorto.

7. La vita di san Francesco ci ricorda che facciamo parte di qualcosa di più grande e ci invita ad accettare noi stessi e gli altri così come siamo. Vogliamo accogliere la vita di Dio, avere coraggio nel cambiamento e nelle scelte, e aprirci agli altri donando senza trattenere. Desideriamo costruire relazioni autentiche, liberarci dalle maschere imposte e prenderci il tempo per riflettere sulle domande importanti. Vogliamo mantenere il cuore puro, orientato a ciò che è vero, buono e bello.

8. Vogliamo lasciare spazio a Gesù tra le nostre crepe, per dimenticare noi stessi e amare l’altro nella sua povertà, abbracciandone le ferite. Ci impegniamo ad avere fiducia nelle relazioni, a riconoscere l’amore nella realtà che ci circonda e a scoprire la bellezza di essere amati allo stesso modo.

9. Da Assisi vogliamo ripartire con il cuore aperto, imparando a guardarci e a guardare la vita con gli occhi del Padre. Desideriamo essere noi stessi, riconoscerci amati e imparare a vivere con il cuore di Gesù. Scegliamo una gioia pura, non superficiale, capace di diventare speranza nei momenti difficili, luce per chi ci è accanto e forza per proseguire il cammino. Vogliamo lasciarci sorprendere da Dio e diventare, nelle nostre comunità e nel mondo, testimoni credibili del suo amore.

Santa Maria degli Angeli (Assisi), 6 Agosto 2026